pensieri

«Il teatro si riscopre fatto magico e sociale.
Il magico sono sicuro che ci sia (l’energia della presenza…), ma è difficile parlarne.
Il sociale è il rapporto vivo, bidirezionale scena-platea e viceversa. Quindi: avvenimento, imprevisto, improvvisazione, continua evoluzione dello spettacolo.
Non soltanto rappresentazione: favola, modo di essere…»                                                    Gian Renzo Morteo (in IPOTESI SULLA NOZIONE DI TEATRO e altri scritti – Centro Studi Teatro Stabile di Torino – pag. 139)

«L’attore è uno che si compromette»
Giovanni Moretti

«Chi va fabbrica il dove» (Una spettatrice, in Quaderno degli spettatori di Teatro stabile di strada®, 1 ottobre 2006 – Piazza Rossetti, Alba – CN)

«Bisogna dunque che sia libero di scendere in strada chi ha qualcosa da offrire alla strada, sia pure con rendita media e alloggio confortevole, e in cambio del sorriso che porta rientri premiato della sua libertà conquistata. Ho nella memoria, nitido, questo pensiero di Giordano Bruno, pensatore e mago, né ricco né povero, grande donatore di luce: Nessuno può sapere o gustare che cosa sia libertà di spirito se non è povero o simile al povero». Guido Ceronetti

 

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